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Il design dei fast-food

[Immagine] Vi siete mai chiesti perché i posti a sedere nei fast-food tendono a essere scomodi, o perché la disposizione dei tavoli è tale da lasciare molto spazio libero per la circolazione? Possiamo infine parlare di design a livello di confezioni per cibi e bevande? Segue l'articolo sul design applicato ai fast-food.

Tutti siamo entrati, almeno una volta nella nostra vita, in un fast-food. Alcuni storcono il naso, altri invece ne hanno fatto la propria abitudine alimentare. In ogni grande e media città di tutto il mondo i fast-food sono una sicurezza per chi si trova fuori casa e non si fida della cucina locale, o anche per chi è un po’ di fretta.

In questo articolo abbiamo analizzato le principali fasi che produttore e consumatore attraversano rispettivamente per raggiungere i propri obiettivi: il primo quello di servire più clienti possibile, il secondo quello di mangiare velocemente (e a basso costo) cibo di discreta qualità. Passando dal sistema di produzione e alla riduzione dei tempi di servizio abbiamo sottolineato le caratteristiche di design del prodotto e di tutto ciò che lo circonda. Un’analisi che non vuole certo essere completa ed esaustiva, ma che vuole indurre a riflettere su quanti piccoli accorgimenti stanno dietro ad un processo che porta il cibo dalle cucine direttamente sul vostro vassoio.

Leggi tutto, Discuti [6] . Pubblicato mercoledì 18 febbraio 2009 e archiviato in , .

Recensione: “La caffettiera del masochista” di Donald A. Norman

[Immagine] «Un processo al cattivo design, condotto dal principale esponente del cognitivismo contemporaneo. Una dimostrazione convincente dello scarto che intercorre fra il funzionamento della mente umana e gran parte degli oggetti che ci circondano e che siamo condannati a usare.»

Quante volte vi capita di voler entrare in un negozio e non avere la più pallida idea di come aprire la porta? E’ successo a me poco tempo fa, nel tentativo di entrare in un bar: attendo al centro fra le due porte vetrate nella speranza che un meccanismo le faccia scorrere automaticamente, ma niente. Allora mi sposto sulla destra sperando nell’esistenza di una fessura per lo scorrimento manuale, ma ancora nulla. Alzo lo sguardo alla ricerca di maniglie, senza trovarle. Alla fine mi porto alla sinistra di una delle due porte e provo a spingere: finalmente riesco a entrare.

E’ frustrante non riuscire a usare gli oggetti di tutti i giorni, quelli che nascono proprio con l’intento di semplificarci la vita. Ancora più seccante è poi riconoscere che forse la colpa è solo della nostra goffagine o sincera repulsione contro tutto ciò che di tecnologico infesta questo mondo. Ma se non fosse così? Se la colpa fosse del cattivo design, di una progettazione debole, di un mercato che esige evoluzione tecnologica a discapito dell’usabilità?

La caffettiera del masochista risponde, o almeno tenta di rispondere, a tutte queste domande. Il genio di Donald Norman fa di questo libro un’autentica collezione di verità e provocazioni contro tutti quegli oggetti d’uso quotidiano che, nati per semplificarci la vita, di fatto ce la complicano e basta. E’ il paradosso della tecnologìa, raccontatoci dagli occhi di un esperto che con cattivo design ed errori di progettazione ha a che fare tutti i giorni.

Leggi tutto, Discuti [3] . Pubblicato mercoledì 11 febbraio 2009 e archiviato in , .

Design seducente e punti di contatto con l’utenza

[Immagine] Cos'è il design seducente? Come può aiutare l'utente a perseguire lo scopo desiderato? Come si può, infine, individuare i momenti seducenti e sfruttarli per guadagnare nuovi punti di contatto con l'utenza? Segue l'articolo sulla ricerca dei momenti seducenti e dei punti di contatto con l'utenza.

Il primo impatto con una pagina web è sempre molto delicato. Se contenuti e design comunicano qualità, competenza, professionalità, è probabile che l’utente stipuli inconsciamente un patto di fiducia con voi: fedeltà in cambio di un buon servizio. Il primo passo ovviamente è il vostro: definire cosa offrite, stimolare l’utente a provare i vostri servizi, aspettare il responso. Il secondo passo è dell’utente: se il responso è positivo, avete guadagnato un nuovo cliente.

Sedurre l’utenza significa catturare l’attenzione di chi vi visita garantendo qualità in cambio di fedeltà. Ma la fiducia va nutrita costantemente e l’unico modo che avete per mantenere un certo livello di coinvolgimento è creare continuamente nuovi punti di contatto con l’utenza. In questo articolo mi propongo di illustrare alcuni esempi di interaction design seducente.

Leggi tutto, Discuti [3] . Pubblicato domenica 08 febbraio 2009 e archiviato in , .


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