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IA Summit 2009: Fa-vo-lo-so!

[Immagine] Grandi interventi, grandi temi, grandi persone: l'IA Summit Italiano è stato uno degli eventi più emozionanti a cui mi sia mai capitato di partecipare.

È incredibile come a distanza di poche ore riesca già a sentire la mancanza delle persone, dell’ambiente, del circolo di idee che, tutti insieme, hanno reso questo Terzo Summit Italiano di Architettura dell’Informazione qualcosa di così prezioso.

Spendo solo poche righe per ringraziare, innanzi tutto, i responsabili dell’evento, cioè: Alberto Mucignat, Andrea Resmini, Dario Betti, Luca Rosati, Emanuele Quintarelli. Probabilmente senza di loro eventi di questo tipo non sarebbero mai stati organizzati, quindi grazie davvero per questa grande opportunità.

Un ringraziamento di cuore va anche a tutti coloro che sono intervenuti con i propri papers, in particolare a:

Grazie per aver condiviso i vostri risultati, i vostri pensieri e le vostre riflessioni.

Un saluto, infine, anche a tutte quelle persone che hanno reso ancora più sociale questo evento facendomi passare davvero delle giornate grandiose, in particolare: Andrea Gandino, Piotr Fedorczyk, Elia Contini, Francesco Casale, Francesco Improta, Giacomo Neri. Tutti sempre cordiali, disponibili e di compagnia. Grazie infinite ragazzi!

Dopo due giornate così spettacolari, a questo punto non mi resta che chiedere: a quando il prossimo incontro? :)

Discuti [2]. Pubblicato sabato 21 febbraio 2009 e archiviato in , .

Il design dei fast-food

[Immagine] Vi siete mai chiesti perché i posti a sedere nei fast-food tendono a essere scomodi, o perché la disposizione dei tavoli è tale da lasciare molto spazio libero per la circolazione? Possiamo infine parlare di design a livello di confezioni per cibi e bevande? Segue l'articolo sul design applicato ai fast-food.

Tutti siamo entrati, almeno una volta nella nostra vita, in un fast-food. Alcuni storcono il naso, altri invece ne hanno fatto la propria abitudine alimentare. In ogni grande e media città di tutto il mondo i fast-food sono una sicurezza per chi si trova fuori casa e non si fida della cucina locale, o anche per chi è un po’ di fretta.

In questo articolo abbiamo analizzato le principali fasi che produttore e consumatore attraversano rispettivamente per raggiungere i propri obiettivi: il primo quello di servire più clienti possibile, il secondo quello di mangiare velocemente (e a basso costo) cibo di discreta qualità. Passando dal sistema di produzione e alla riduzione dei tempi di servizio abbiamo sottolineato le caratteristiche di design del prodotto e di tutto ciò che lo circonda. Un’analisi che non vuole certo essere completa ed esaustiva, ma che vuole indurre a riflettere su quanti piccoli accorgimenti stanno dietro ad un processo che porta il cibo dalle cucine direttamente sul vostro vassoio.

Leggi tutto, Discuti [264] . Pubblicato mercoledì 18 febbraio 2009 e archiviato in , .

Recensione: “La caffettiera del masochista” di Donald A. Norman

[Immagine] «Un processo al cattivo design, condotto dal principale esponente del cognitivismo contemporaneo. Una dimostrazione convincente dello scarto che intercorre fra il funzionamento della mente umana e gran parte degli oggetti che ci circondano e che siamo condannati a usare.»

Quante volte vi capita di voler entrare in un negozio e non avere la più pallida idea di come aprire la porta? E’ successo a me poco tempo fa, nel tentativo di entrare in un bar: attendo al centro fra le due porte vetrate nella speranza che un meccanismo le faccia scorrere automaticamente, ma niente. Allora mi sposto sulla destra sperando nell’esistenza di una fessura per lo scorrimento manuale, ma ancora nulla. Alzo lo sguardo alla ricerca di maniglie, senza trovarle. Alla fine mi porto alla sinistra di una delle due porte e provo a spingere: finalmente riesco a entrare.

E’ frustrante non riuscire a usare gli oggetti di tutti i giorni, quelli che nascono proprio con l’intento di semplificarci la vita. Ancora più seccante è poi riconoscere che forse la colpa è solo della nostra goffagine o sincera repulsione contro tutto ciò che di tecnologico infesta questo mondo. Ma se non fosse così? Se la colpa fosse del cattivo design, di una progettazione debole, di un mercato che esige evoluzione tecnologica a discapito dell’usabilità?

La caffettiera del masochista risponde, o almeno tenta di rispondere, a tutte queste domande. Il genio di Donald Norman fa di questo libro un’autentica collezione di verità e provocazioni contro tutti quegli oggetti d’uso quotidiano che, nati per semplificarci la vita, di fatto ce la complicano e basta. E’ il paradosso della tecnologìa, raccontatoci dagli occhi di un esperto che con cattivo design ed errori di progettazione ha a che fare tutti i giorni.

Leggi tutto, Discuti [3] . Pubblicato mercoledì 11 febbraio 2009 e archiviato in , .


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