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Diodati e l'Accessibilità

In una intervista a Michele Diodati presentata su punto-informatico.it, viene finalmente affrontato e discusso uno dei problemi che va sempre più radicandosi nei meandri di questo nuovo e rivoluzionario web degli standards: l'accessibilità nei blog.

Per Michele Diodati, webmaster di un importante portale sull'accessibilità ed i web standards, creare un blog che rispetti le linee guida WAI è possibile.

Come? Distribuendo pubblicamente il codice sorgente de Il Pesa-Nervi, l'applicazione web sviluppata e distribuita da Michele Diodati per istruire gli sviluppatori nella produzione di sistemi gestionali più aderenti agli standards definiti dal World Wide Web Consortium.

Personalmente lo ritengo un passo importante per tutto il web. Ormai si parla di AJAX, di Web 2.0, delle bellissime applicazioni Flash + ActionScript, di multimedialità. La società guarda all'estetica, non ai contenuti, e si disinteressa completamente di chi gli sta intorno.

Apriamo gli occhi, davanti a noi abbiamo utenze assolutamente variopinte e differenti. C'è chi adotta risoluzioni minime, c'è chi naviga con cellulari e dispositivi portatili, c'è chi non ci vede od ha seri problemi di vista. E c'è chi, anche, preferisce scartare il classico browser Redmondiano, per passare a qualcosa di più affidabile, sicuro, ed aderente nei confronti di certe direttive web.

Eppure, navigando ogni giorno, ci troviamo davanti a siti pessimi, realizzati nella più totale noncuranza.

Perchè? Perchè c'è HTML 4.01, c'è FrontPage, c'è Flash, che facilitano la vita, anzi, rendono la realizzazione di un sito web estremamente più divertente! La classica risposta è XHTML e CSS sono roba da smanettoni falliti, al cliente non importano queste cose. Basta che gli facciamo il sito, ed in fretta..

Che stronzata, perdonatemi il termine.

Ci troviamo in un mondo in cui non c'è rispetto per nessuno, se non per sè stessi. Questi fantomatici siti, realizzati in un giorno, bellissimi, con decine di warnings e dozzine di errori non fanno altro che escludere un discreto numero di visitatori dalla visualizzazione della pagina.

Così come dice Michele, ci imbattiamo in pagine con un contrasto background-foreground ridottissimo, o al contrario siti che adottano combinazioni estreme (il classico pugno nell'occhio), oppure siti con milioni di links sotto la testata, senza alcun tipo di navigazione che renda facile il salto ai contenuti. Quante volte vi è capitato di leggere frasi tipo Sito ottimizzato per IE 6.0 o superiore, 1024x768 o superiore? Ottimizzato? Cosa diavolo significa ottimizzare un sito?

Stando a ciò che c'è scritto, significa adottare un solo browser ed una sola risoluzione, impostare dei limiti a quella pagina, oltre i quali quello stesso documento diventa impossibile da consultare. Oppure significa togliere i tag di chiusura, eliminare l'indentazione, scrivere tutto il codice su un'unica riga. Personalmente la ritengo una pazzia.

Con questa lunga critica, non voglio certo offendere chi adotta metodi di questo tipo, ognuno è libero (o quasi) di fare ciò che vuole, ed è giusto che sia così. Quello che chiedo, anzi, quello che io penso, è di riflettere maggiormente su chi ci visita, e come lo fa.

Iniziamo a rendere i nostri blog ed i nostri siti più accessibili, piano piano, passo per passo. Anche un solo minimo contributo, aiuto e vantaggio a favore degli altri, è accettabile e lodabile. Questo, ovviamente, vale anche per me.

Se questi piccoli accorgimenti venissero attuati da un numero più vasto di webdesigner, il web diventerebbe decisamente più usabile e consultabile.

Michele Diodati dice che è possibile. Io mi fido.

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Pubblicato sabato 15 aprile 2006.

Discussione [1]

  1. Andre aggiunge:

    [Immagine] Segue l'intervento di Andre

    Non potrei essere più d’accordo!

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