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Intrappolati in una rete in sovraccarico

Quanti saranno i blog attualmente attivi nell'intera rete? Dieci, venti, trenta, quaranta milioni? Ad Aprile 2005 erano 50 milioni, ma dopo soli due mesi il contatore era già salito a 60. A Gennaio dello stesso anno la cifra si aggirava sui 35 milioni. Si potrebbe insomma affermare che ogni mese più o meno 10 milioni di nuovi blog vengono creati e registrati su servizi quali blogger, wordpress.com, vattelapesca e così via. Senza contare poi il microblogging tanto caro agli utenti 2.0. E i magazine online. E i forum. Le mailing-list. E via dicendo.

Facendo un rapido calcolo - che in realtà è impossibile - sorge dunque l'esigenza di poter e voler quantificare la mole di informazioni che viene continuamente generata da tutti quegli strumenti e servizi che ho già elencato poco fa. La cifra che verrà fuori probabilmente sarà mostruosa, e i cervelloni dovranno come al solito scervellarsi per ideare paragoni pratici affinché le persone "normali" come noi siano in grado di comprendere un risultato tanto complesso (è come leggere in una mattina 3 miliardi di giornali in carta stampata per 100 anni, o è come tappezzare l'intera crosta terrestre di libri fino a raggiungere i due metri di spessore, qualcosa del genere insomma).

Per quanto leggere i pensieri altrui possa essere stimolare e al tempo stesso accresca la conoscenza collettiva, ho paura che si sia giunti ad un incontrollabile sovraccarico di informazioni. La freschezza delle notizie dura solo pochi minuti, mentre la quantità aumenta in maniera esponenziale in base al numero di sottoscrizioni effettuate (o in base al numero di blog che decidete di seguire giornalmente).

Ok, ciò che è nuovo è sempre bello e interessante, ma che fine fanno pensieri, notizie, riflessioni, argomenti trattati in passato e surclassati da altri pensieri, notizie, riflessioni, argomenti? Dimenticatoio.

Basti pensare alla struttura classica dei blog (l'equivalente in codice di una pila di libri), dove ogni notizia "sovrasta" e "sotterra" quelle precedente detenendo il controllo dell'homepage finché la più nuova non farà la stessa cosa: lasciate che in tale contesto le notizie si facciano guerra per un paio di mesi, poi provate a recuperare la terza in ordine cronologico (tanto per continuare il paragone con la pila, provate ad estrarre il terzo libro a partire dal basso). Gli strumenti a disposizione sono:

  1. Archivio: in gergo comune, lo strumento meno curato e più sottovalutato della storia;
  2. Motore di ricerca: sempre in gergo comune, lo strumento che se ce lo metto fa figo;
  3. Articoli correlati: una delle poche salvezze umane (se implementata a dovere);
  4. Estrazione casuale: della serie lascio che se ne occupi qualcun'altro;
  5. Paginatura (o [Im]Paginazione, o Paguro, o Pagnotta, non lo so): lo strumento che vado alla cieca cliccando su Pagina successiva.

L'archivio in genere consiste in una lista di articoli suddivisi per data o per categoria (o per entrambe). L'utilità è spesso dubbia, visto che specialmente sui blog più "panciuti" appaiono liste chilometriche che l'essere umano standard generalmente non può digerire. Il motore di ricerca non è tanto meglio: il campo di testo poi è veramente stimolante, varia dai 15 ai 25 caratteri e in genere non permette nemmeno di filtrare i risultati secondo una propria sintassi specifica. Con gli articoli correlati/casuali, invece, è tutto un terno al lotto: nel primo caso c'è da sperare che il sistema di gestione sia tanto intelligente da poterti consigliare qualcosa che con molta probabilità non susciterà la tua attenzione e non ti piacerà leggere; nel secondo caso si tratta solo di fortuna, ma occhio al refresh - e non ditemi che nessuno non ha mai perso almeno 20 minuti ad aggiornare una stupidissima pagina fra uno sbadiglio e un altro nella speranza di pescare casualmente qualcosa che potesse risvegliare l'interesse smarrito. Infine, cautela nell'utilizzare la paginatura: molti sono caduti vittime del suicido o della depressione.

C'è chi poi inventa sul momento delle vere e proprie macchine del tempo che ogni certo arco di tempo ripescano dal passato vecchi post per riproporli al pubblico in tempi più fecondi, oppure chi si auto-linka, oppure chi si inventa colonne tipo Post più popolari, affinché... i post più popolari guadagnino maggior... popolarità. Nice try direbbero gli inglesiani (così gli americani non si offendono e nemmeno gli inglesi), ma non basta.

Gli strumenti che abbiamo quindi a disposizione sono spesso fragili, poco invitanti, longevi o usabili. Il pericolo è insomma che qualcosa di molto importante possa essere surclassata in breve tempo da qualcosa di meno importante e quindi, rapidamente, cadere nell'oblio degli abissi. Il discorso diventa ancora più complicato se si estende questo "buco nero" a tutti i blog attualmente attivi: milioni di notizie deliziose che sprofondano dopo pochi istanti di vita senza che nemmeno molti ne vengano a conoscenza - pensateci, specialmente se in questo momento su uno spazio che non state seguendo fosse stato pubblicato qualcosa di estremamente ghiotto e interessante, chi lo sa?

Non è casuale il fatto che abbia usato l'aggettivo deliziose, comunque. Le uniche poche speranze coltivate dagli uomini sono in realtà alimentate da quell'insieme di servizi di nicchia che permettono di archiviare, condividere, riorganizzare e far emergere ogni tipo di notizia che siamo riusciti ad afferrare e vogliamo custodire gelosamente. Alcuni esempi? delicious, digg, magnolia.

Sorge insomma un altro problema: come tenere traccia di tutti i segnalibri creati giornalmente da milioni di utenti affinché venisse tenuta traccia di milioni di notizie create giornalmente da altri milioni di utenti? Ecco che allora nascono nuovi servizi, ancora più astratti, che mixano, mischiano, smuovono, riordinano e riassemblano le sottoscrizioni generando nuovi feed RSS dove appaiono solo le notizie più importanti, già filtrate e scelte appositamente in base ai gusti dell'utente. E' il caso di AideRSS e compagnia bella.

Si ha insomma la sensazione che servizi esterni agiscano sulla mole di informazioni generata singolarmente da ogni entità affinché si sopperisca ad una prima fondamentale mancanza: quella di strumenti idonei a archiviare, organizzare, disporre i documenti in una biblioteca virtuale flessibile ed ergonomica, che sia al tempo stesso pratica, efficace, facile da consultare. E' qui che entra in gioco l'Architettura dell'informazione, la Semantica, l'Usabilità e tutte le pratiche atte a rendere più facile l'esistenza di quelle anime erranti che, per un motivo o per un altro, si imbattono nelle nostre pagine alla ricerca di qualcosa.

La critica va mossa a tutti. A chi scrive tanto e non si impegna abbastanza a creare collegamenti multidirezionali fra i propri contenuti. A chi scrive poco ed è troppo pigro per rendere adeguati gli strumenti di consultazione. A chi realizza CMS senza preoccuparsi di fornire strumenti efficaci. A chi si limita a riprodurre pattern già testati e non osa quel tanto che basta a sperimentare metodi nuovi.

Il web sta andando in sovraccarico. Ci viene offerto tanto, troppo, e il tempo a disposizione è poco. Possiamo lasciare che strumenti automatici si preoccupino di fare una cernita per noi, ma quand'è che qualcuno senza macchia e senza paura avrà il coraggio di soverchiare le strutture pre-esistenti, ribaltare l'ordine e osare qualcosa di nuovo e sconvolgente, ibridi che possano radicalmente modificare e rimpiazzare delle fondamenta ormai fragili e sul punto di crollare?

Ma se anche questo fosse sbagliato, qual'è in definitiva l'approccio da adottare? Idee in merito?

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Pubblicato martedì 12 agosto 2008.

Discussione [3]

  1. Davide aggiunge:

    [Immagine] Segue l'intervento di Davide

    Beh, in primo luogo io ritengo che l'aumento esponenziale del numero dei blog possa portare, sotto un certo punto di vista, ad un risultato positivo: più blogger vuol dire maggiore concorrenza, e per distinguersi dagli altri uno dei mezzi più produttivi è l'aumento della qualità del proprio lavoro. Con ciò intendo dire che, anche se poi non è del tutto verificato dall'esperienza quotidiana, per avere un maggiore successo bisogna realizzare contenuti di maggiore qualità.

    Inoltre, non penso che il problema delle notizie che cadono nel dimenticatoio sia poi effettivamente un problema del web: alla maggioranza delle persone interessano principalmente (o esclusivamente) le notizie provenienti dai Feed RSS cui sono abbonati, tramite i quali non perdono alcuna news. Se invece sei alla ricerca di notizie che non provengano dai siti/blog che già conosci, cerchi attentamente all'interno delle pagine che visiti, e se un contenuto di qualità è stato "spinto giù" da altri, beh, io credo che comunque con una ricerca ben indirizzata lo si trovi comunque.

    Questi, ovviamente, sono miei pareri personali, poi magari la realtà può essere totalmente diversa.

  2. eKoeS aggiunge:

    [Immagine] Segue l'intervento di eKoeS

    Ciao Davide, grazie per la risposta.

    Assolutamente d'accordo con te sulla questione della concorrenza e dei contenuti di maggior qualità. La competizione fa bene e il confronto è importante per mille motivi (ne ho parlato brevemente anche qui.

    Per quello che riguarda feed RSS, notizie e blog, vorrei fare una precisazione. Linguaggi/tecnologie quali RDF e OWL nascono proprio per garantire un'archiviazione dei contenuti che sia più efficiente, ben categorizzata, in relazione continua e multidirezionale con ogni altro tipo di dato (ne parlerò in maniera più approfondita in un altro post). Quando tu dici "alla maggioranza delle persone interessano principalmente (o esclusivamente) le notizie provenienti dai Feed RSS cui sono abbonati" il problema è già presente: il nostro interesse non ha limiti e spazia in più campi, ma quando le iscrizioni cominciano a crescere (io sono arrivato a 170), come puoi tenere d'occhio tutte le notizie?

    Il problema quindi riguarda la capacità di tenere traccia di tutte notizie e, al tempo stesso, la possibilità di recuperarle dal fondo del barattolo anche dopo tanto tempo dalla loro pubblicazione. E' normale che l'azione Cerca comporti delle gerarchie per cui alcuni siti web verranno premiati più degli altri, ma anche fra i primi in classica il problema persiste: tante informazioni generate in poco tempo che non è possibile assimilare velocemente (e mi riferisco al singolo individuo).

    Per quanto Google sia efficace, quanto ancora ci vorrà prima che un motore di ricerca sia in grado di interpretare una stringa del genere "lista hotel roma, pernottamento 4 notti, budget 400€"? Semantica, Informazione, Usabilità, ho parlato di tutto questo. Spero di non aver creato troppa confusione.

  3. Dav aggiunge:

    [Immagine] Segue l'intervento di Dav

    quanto ancora ci vorrà prima che un motore di ricerca sia in grado di interpretare una stringa del genere "lista hotel roma, pernottamento 4 notti, budget 400€"?

    ... quando mi verrà voglia di riprendere in mano quel progettino che tu sai...

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