L'arte della tipografia
Scegliere il giusto carattere, le giuste dimensioni, le giuste misure per il testo di una pagina web non è assolutamente facile: in gioco ci sono tanti parametri, portati dagli utenti che ci visitano, e tante regole da rispettare, per ottenere dei buoni risultati nel campo della leggibilità.
We now have the tools to return typography to its true role within the sphere of design.
Come specificato in un ottimo articolo sull'anatomia dei caratteri web, il foglio stampato ed il layout web non hanno nulla in comune, nemmeno la rappresentazione dei colori (additiva per i monitor, sottrattiva per il supporto cartaceo). Questo genera alcune differenze, specialmente per quello che riguarda la famiglia di caratteri da utilizzare.
La tipologia di caratteri Serif è quella maggiormente utilizzata nella stampa: ogni tratto termina con piccole linee e/o eleganti decorazioni che accompagnano l'occhio nella lettura del testo (es. Times New Roman, Georgia, Garamond). Appartengono invece alla famiglia Sans Serif tutti quei caratteri privi di questi "fronzoli" (es. Verdana, Arial, Helvetica).
Su foglio, l'impatto di quest'ultimi agli occhi del lettore non è certo dei migliori: lo scarso contrasto e la semplicità delle lettere rendono il testo decisamente monotono e privo di interesse. Tuttavia, su un monitor, questi fattori non devono essere tenuti troppo in considerazione. Le dimensioni relativamente piccole adottate dagli sviluppatori, e il sempre più frequente utilizzo della smussatura (detta anti-alias), fa sì che la famiglia serif risulti scomoda per la lettura: tutte le linee, le curve, le terminazioni poste sulle braccia di ogni lettera diventano "puntini" fastidiosi e seccanti che rendono incomprensibili le parole e (se è attivo l'anti-alias) danno un effetto sfocato decisamente poco adatto a testi che vorremmo fossero letti con attenzione e partecipazione.
A riguardo vi rimando ad un altro breve articolo sulla scelta del giusto set di caratteri.
Una volta deciso il font da utilizzare, bisogna tener conto di alcuni importanti fattori essenziali per dare al testo una buona leggibilità: interlinea, spazio fra le lettere, allineamento, dimensioni del testo, eccetera. E' qua che entra in gioco, quindi, webtypography.net - a practical guide to web typography, un interessante riassunto dell'omonimo libro di Robert Bringhurst dedicato all'argomento tipografia, dove vengono illustrate tutte le proprietà CSS(Cascading Style Sheets) per realizzare testi altamente fruibili, e le tecniche utili per focalizzare e mantenere l'attenzione sui contenuti.
Parlo come non web designer quindi è probabile che spari solo palle:
Secondo me è un polverone, basterebbe mettere un carattere che tutti hanno come il Serif o Sans… tutta questa discussione mi sembra inutile.
Ditemi voi se sbaglio o no :P
Secondo me no, nel senso che sapere quali sono le tecniche giuste per realizzare un testo di una certa leggibilità fa comodo a tutti, credo… specialmente all’utente. Poi ognuno è libero di crederci o no, di applicarle o fare di testa sua.
Io ho trovato molto interessanti questi tre articoli (dai quali posso dire di aver preso spunto in molte occasioni), ed ho pensato di commentarli qui sul blog proprio per questo motivo. In fondo, non credo ci sia niente di male in questo. ;)
Secondo me è bello e giusto poter scegliere tra una serie di caratteri da utilizzare, dopotutto il web deve essere appassionante e vario! Pensate che noia se tutti avessero solo il font Arial: l’unica possibilità di scrivere in carattere alternativo sarebbe usare immagini o (s)IFR!
l’unica possibilità di scrivere in carattere alternativo sarebbe usare immagini o (s)IFR!
Vero, purchè non diventi un metodo invasivo: alla fine si tratta sempre di filmati flash. :/
Io sono nettamente contro l’uso di (s)IFR. Dato che lo script non riesce a riconoscere se c’è supporto per i fogli di stile, quello che si vede disabilitandoli è uno sgradevole testo raddoppiato. E non parliamo degli interminabili tempi di caricamento! Lo script si attiva al terminato caricamento della pagina, immagini comprese (tramite
window.onload, essendo Javascript) e spesso altera l’altezza e la posizione dei contenuti sottostanti.