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Sull’ambiente e il contesto

[Immagine] Adattamento, orientamento, contesto. Anche negli scacchi, le nostre scelte dipendono da questi tre fattori.

Guardavo un documentario in televisione sull’adattamento degli animali all’ambiente e mi stupivo di come la vita sia in grado di riconfigurare sé stessa in base a ciò che la cinge. Poi, ho ricordato che il mio professore di Fisica ci dice sempre che ogni unità di misura è relativa, che è necessario dare un orientamento e una disposizione a ogni cosa, cioè scegliere un sistema di riferimento con un origine e un punto di arrivo. Infine ho pensato al contesto in cui vivo e a quanto nuovi luoghi e persone siano stati capaci, assieme, di influenzare pesantemente il mio modo di pensare e reagire.

Tutto a un tratto ho realizzato: adattamento, orientamento, contesto. Tutto torna, perfettamente, come se fosse stato lì in ombra ad aspettare di essere notato. Tutto a un tratto ho realizzato che non si può prescindere dalle caratteristiche dell’ambiente in cui viviamo, dalle coordinate che ci identificano, dalla storia in cui siamo immersi. Tutto a un tratto ho realizzato che siamo il risultato di un sistema dalle mille variabili. Variabili che a seconda dello spazio, del tempo, degli eventi sono mutabili, labili.

E se questo fosse proprio il punto chiave? Se a prescindere dal soggetto-oggetto che subisce l’ambiente, valessero sempre le stesse regole? Per azioni, scelte, idee, ad esempio?

Vi siete mai chiesti se, quando progettate qualcosa, tenete conto dell’ambiente in cui operate? Potreste dire con certezza qual è la vostra posizione, il vostro orientamento nello spazio in cui siete in movimento? C’è un punto di partenza, un punto di arrivo? Avete qualche riferimento, dei termini di paragone? Sapreste misurare le vostre scelte, pesarle? Qual è, in definitiva, il contesto in cui siete immersi?

Mi piace pensare che il modo migliore per aver successo in qualcosa sia porsi delle domande e ipotizzare delle risposte. Non importa che siano quelle giuste, ciò che conta è che facciano riflettere.

Foto: Woodchess di Fabio Gius.

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Pubblicato martedì 31 marzo 2009.

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