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LineHeight > Blog > Categoria: Markup


Lo so, è brutto da dire, ma stiamo lavorando per voi. Stiamo? Sì, io e Andrea Gandino siamo all'opera sul nuovo LineHeight. Avete idee, suggerimenti, volete collaborare o semplicemente sapere perché vi sto tediando con un box giallo in cima a questa pagina? Sentitevi liberi di insultare me e Andrea per qualsiasi motivo, anche commentando la notizia sopracitata.

Restate connessi, mi raccomando.

XHTML 1.1 e Modularità

Se ne parlava qualche tempo fa in una delle tante lezioni curate da Simone Onofri per OilProject, incentrate su Semantica e Web Standards.

In particolare, l'argomento è caduto sull'uso di XHTML 1.1, e sulle differenze più evidenti dalla precedente versione 1.0. Si è parlato di modularità, e il discorso infine si è spostato principalmente su una domanda di fondo: Perchè non usare XHTML 1.1?. Seguendo le orme delle risposte datemi da Simone, ho fatto qualche ricerca sull'argomento, e vi propongo quelli che sono stati i risultati di questo documentarmi.

[Immagine] Vediamo passo passo quali sono le caratteristiche salienti della versione modulare di XHTML, che caratterizza per prima la versione 1.1 e permette un'ampia condivisione di elementi e attributi appartenenti a grammatiche XML, favorendo il dialogo fra più linguaggi di marcamento.

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Scritto 376 giorni fa in , . Discuti l'articolo [3]

Marcare i moduli

Un articolo in cui illustro alcuni metodi curiosi per marcare semanticamente un form, e critico quelli che a mio parere non sono adatti al contesto. Segue uno sproloquio su quello in cui consiste scrivere del buon codice quando si ragiona in termini di semantica.

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Scritto 419 giorni fa in , . Discuti l'articolo [1]

Salvare su del.icio.us via PHP, in Wordpress e Textpattern

[Immagine] del.icio.us è un ottimo servizio di social bookmarking, che permette di segnalare e condividere articoli e pagine interessanti come segnalibri sul nostro account personale. Per salvare un link nella nostra lista, tuttavia, viene fatto uso del linguaggio Javascript - non sempre supportato -, che è all'origine di alcune disattenzioni nell'ambito dell'accessibilità. Viene quindi spiegato un metodo alternativo in PHP (Hypertext Pre-Processor) per ottenere il medesimo risultato. Nell'articolo vengono presentati i metodi e i consigli per rendere il codice HTML del link di salvataggio su del.icio.us più pulito ma soprattutto più accessibile, senza l'utilizzo di Javascript, e grazie all'ausilio di PHP, Wordpress, Textpattern.

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Scritto 470 giorni fa in , .

Come realizzare una lista dettagliata di links in XHTML 2.0

Breve articolo nel quale viene spiegato in maniera semplice e sintetica come realizzare una lista dettagliata di links tramite l'ausilio di XHTML 2.0 e CSS.

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Scritto 472 giorni fa in , . Discuti l'articolo

Riflessione: Sull'uso dell'attributo role

Alla luce di quanto ho già spiegato precedentemente, ho cominciato a ragionare su quale potesse veramente essere un uso sensato dell'attributo role comparso nelle nuove specifiche XHTML 2.0.

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Scritto 486 giorni fa in , . Discuti l'articolo

Uno sguardo ad XHTML 2.0 (parte 2)

Le nuove specifiche W3C, attualmente in fase di rielaborazione, per XHTML 2.0 si prospettano interessanti e piene di ottimi spunti. Negli ultimi giorni ho dato un'occhiata più approfondita alle bozze delle specifiche XHTML 2.0 attualmente in lavorazione, e per fortuna non è stato tempo perso.

Molte delle novità introdotte le conoscete già, altre forse no. In questo articolo elencherò solo quelle che a parer mio costituiscono un grande passo avanti in termini di semantica e (in parte) accessibilità. Buona lettura.

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Scritto 490 giorni fa in , . Discuti l'articolo [1]

Addio Textile, benvenuto Markdown!

In questi giorni ho avuto la possibilità di fare alcune chiacchierate, di vario tipo, con Andrea (ve ne parlerò approfonditamente nei prossimi giorni).
Fra i tanti argomenti che abbiamo trattato, comunque, è spuntato fuori un inaspettato scontro fra due editor di formattazione testi noti come Textile e Markdown.

Prima della segnalazione di Andrea, di Markdown conoscevo solo nome e notorietà. In effetti, è bastato uno sguardo veloce alla sintassi per farmi innamorare. Se volete sapere il perchè, ci vediamo al prossimo link.

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Scritto 504 giorni fa in , . Discuti l'articolo [7]

Tag sconosciuti

Giusto per riprendere familiarità con le tematiche del blog, vi propongo una lista di quelli che sono i tags HTML/XHTML meno conosciuti, e semanticamente più "curiosi".

  • <address>Via delle Foglie Secche 50, Roma.</address>

    Il tag <address> viene utilizzato per definire informazioni relative al contatto e/o recapito.

  • <bdo dir="rtl">Oaic</bdo> è "ciao" letto al contrario.

    Il tag <bdo> (testo bidirezionale) viene utilizzato per definire contenuti con direzione diversa (ltr = Left To Right; rtl = Right To Left).

  • Digita <kbd>uname</kbd> nel terminale.

    Il tag <kbd> viene utilizzato per definire stringhe digitate dall'utente tramite la tastiera.

  • Il termine <dfn title="Sensazione di aver vissuto precedentemente un avvenimento o una situazione che si sta verificando">déjà vu</dfn> fu coniato da un ricercatore psichico francese, Emile Boirac. (Wikipedia Italia - Déjà vu)

    Il tag <dfn> viene utilizzato in coppia con l'attributo title="" per definire parte di un contenuto il cui significato potrebbe risultare oscuro ai visitatori.

  • La variabile <var>userData</var> contiene informazioni relative agli utenti registrati.

    Il tag <var> indica che ci riferiamo ad una variabile (Programmazione).

  • <samp title="Esempio - Complemento di causa">A causa dell'alluvione molti abitanti sono rimasti senza tetto.</samp>

    Il tag <samp> viene utilizzato per definire blocchi contenenti dell'output d'esempio.

  • <tt>Teletype</tt>

    Il tag <tt> viene utilizzato per definire un messaggio TeleType.

Scritto 619 giorni fa in , . Discuti l'articolo [1]

La filosofia delle intestazioni

Qualche giorno fa ho ripescato un vecchio articolo di Eric Meyer sulla semantica degli headings. Il senso del testo è molto critico nei confronti delle specifiche, e illustra in particolare quali sono gli approcci più frequenti nella suddivisione in sezioni di una pagina.

A heading element briefly describes the topic of the section it introduces. Heading information may be used by user agents, for example, to construct a table of contents for a document automatically.

Secondo Eric però, poche righe non bastano a chiarire le idee.

Nothing about what order they have to be in, or whether you can skip levels, or anything else besides the creation of a spectrum of importance, as it were.

Nessun riferimento sull'ordine che le intestazioni dovrebbero avere, nessun accenno alla possibilità di saltare i livelli, nessun approfondimento sul concetto di importanza.

A questo punto, quindi, l'autore inizia a parlare di interpretazione personale, affermando che ognuno di noi potrebbe approcciarsi alle specifiche in modi differenti, vista la mancanza di approfondimenti nei documenti W3C ufficiali. Eric, ad esempio, correla ad ogni titolo di sezione un certo livello di importanza (coincidente, se vogliamo, col numero): a conseguenza di ciò, questa tecnica permette di saltare da <h2> a <h4> seguendo un ordine logico, ma non necessariamente numerico. L'essenziale è attribuire ad ogni sezione un grado di rilevanza che sia proporzionato anche in rapporto agli altri blocchi presenti nella pagina. Ovviamente l'articolo è vecchio e forse non più valido, ma rimane buono lo spunto per parlare di semantica ed accessibilità.

Il ragionamento non fa una piega, ma questa volta non mi trovo molto d'accordo. Michele Diodati ne he parlato tanto nei suoi scritti: Le WCAG 1.0 raccomandano di non saltare livelli logici nell'uso delle intestazioni. Uno degli errori più frequenti è proprio quello di saltare i titoli, o di usarli in maniera spropositata semplicemente per beneficiare della loro formattazione. E' un grande ostacolo per la semantica del documento.

L'idea del signor Meyer, comunque, non sembra rientrare in questa categoria: in questo caso viene accentuato il significato semantico (senza che venga portato all'esasperazione), e contemporaneamente quello accessibile rimane abbastanza incurato. A quanto sembra, infatti, alcune misteriose applicazioni (come ad esempio i browser testuali) fanno meno fatica a "spezzettare" la pagina se i titoli seguono un preciso indice numerico: viene a crearsi una struttura gerarchica, quasi come in un libro scolastico diviso in più moduli, unità, capitoli e paragrafi. La decisione di ignorare questo ordine non è del tutto errata: la sensazione, però, è quella di un documento disordinato, confuso, e quasi irrecuperabile, dove ogni sezione è indipendente dalle altre, e la struttura ad albero delle informazioni quasi inesistente. E' altrettanto vero che queste sono per lo più frasi fatte, basate sul classico "sentito dire". Niente di dimostrabile e concreto, per ora, almeno per quel che mi riguarda.

Ecco che allora nascono le filosofie delle intestazioni, nelle quali ognuno di noi può rispecchiarsi per basare le proprie scelte di progettazione. Meglio <h2> o <h3>? Punto sulla logica oppure decido di rispettare anche raccomandazioni per l'accessibilità? E chi mi dice che la scelta sia quella giusta? A voi la risposta.

Scritto 651 giorni fa in , . Discuti l'articolo

Relazioni semantiche fra documenti

Chi ha sbirciato almeno una volta nel codice sorgente di questo weblog avrà sicuramente notato la massiccia presenza del tag <link> per esprimere relazioni tra il documento ed un altro oggetto: la citazione è presa da un articolo sulle relazioni tramite links presentato nella sezione di HTML.it dedicata al Webdesign. Sebbene la data possa lasciare qualche dubbio, l'argomento rimane recente, e meritevole di essere tuttora considerato valido.

L'elemento <link> viene attualmente utilizzato soprattutto per attribuire un foglio di stile ad un documento (rel="stylesheet"). Viene quindi a crearsi una connessione fra il documento corrente e quello collegato (in questo caso il foglio di stile), poichè al documento a vengono applicate le regole di presentazione espresse nel documento b destinatario. Questo concetto può essere sfruttato per stabilire rapporti di altro tipo.

Le relazioni fra oggetti si distinguono in due rami principali: dirette ed indirette; per riferirsi ad esse vengono usati rispettivamente gli attributi rel e rev: questi, in combinazione con l'elemento <link>, accettano una lista di valori standard necessari per creare collegamenti semantici tra documenti, così come espresso nel concetto di Link relationship.

Lo stesso Technorati.com, per indicizzare i links in entrata, sfrutta l'attributo rel="tag" combinato con l'elemento <a>: il documento corrente a, poichè etichettato col tag c, è collegato al destinatario b. Sembra un problema di matematica, ma non lo è!

Penso che questo sistema permetterà (o forse permette?!) di creare un tessuto di collegamenti molto più vasto e specifico di quello classico: è un'evoluzione nella navigazione, e nell'esperienza dell'utente (o chi per lui), che sarà in grado di comprendere immediatamente la valenza che ha il documento di destinazione nei confronti di quello corrente. Internet è talmente vasta che tanti contenuti, prima o poi, vanno persi. Con un sistema semantico come questo, recuperarli diventerebbe - a mio parere - facile e produttivo, permettendo uno sviluppo della rete quasi... "multidirezionale" (okay okay, forse ho esagerato un pò con i termini): quel che voglio dire è che non si tratta più di collegamenti in entrata o in uscita, ma di un sistema su più livelli e più direzioni.

Così come <strong> è semanticamente diverso da <b>, sono sicuro che il classico link comincerà ad assumere un valore logico decisamente più accentuato, perdendo il significato quasi esclusivamente fisico che aveva avuto sino a quel momento.

Scritto 673 giorni fa in , . Discuti l'articolo


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