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Addio Textile, benvenuto Markdown!

In questi giorni ho avuto la possibilità di fare alcune chiacchierate, di vario tipo, con Andrea (ve ne parlerò approfonditamente nei prossimi giorni).
Fra i tanti argomenti che abbiamo trattato, comunque, è spuntato fuori un inaspettato scontro fra due editor di formattazione testi noti come Textile e Markdown.

Prima della segnalazione di Andrea, di Markdown conoscevo solo nome e notorietà. In effetti, è bastato uno sguardo veloce alla sintassi per farmi innamorare. Se volete sapere il perchè, ci vediamo al prossimo link.

Leggi tutto, Discuti [8] . Pubblicato sabato 30 dicembre 2006 e archiviato in , .

CSS e proprietà occulte

Qualche tempo fa ho approfondito lo studio della proprietà CSS display: stilando una pagina di analisi e verifica della suddetta proprietà (visualizza l'articolo originale). Sono stati illustrati tutti i valori possibili sino alle specifiche CSS 2.1, correlati di markup a scopo esemplare, e di test sul crossbrowsing.

L'articolo è rimasto abbastanza inosservato, mentre è stato per me un grande piacere scoprire che Molly Holzschlag incoraggia l'utilizzo di queste proprietà relativamente sconosciute. L'autrice si sofferma in particolare sul valore run-in, dal quale - secondo lei - sarebbe possibile ricavarne molti vantaggi, se solo la comunità si interessasse maggiormente a queste caratteristiche.

Questo è un altro argomento che merita di essere discusso ampiamente, secondo me. Molti professionisti e molti appassionati probabilmente ignorano l'esistenza di almeno un buon 20% delle proprietà CSS finora esistenti (non è un dato scentifico preciso, esce dalla mia testolina ed è assolutamente inaffidabile!), che spesso si rivelano utilissime allo scopo di sistemare con maggior coerenza e forse un pizzico di originalità in più gli elementi nella pagina. La mancata conoscenza di tali proprietà porta spesso gli sviluppatori ad ingegnare più o meno complessi work-around per ottenere effetti che, semplicemente, sono già disponibili con altri mezzi.

Il problema è abbastanza grave, considerando che, anche in questo caso, una buona parte della colpa è dovuta ai browser che si ostentano a non supportare queste ignote features, nutrendo il disinteresse dei più. Il discorso è sempre quello: l'importante è che una cosa funzioni; se non funziona, il discorso non esiste nemmeno.

Molly, quindi, ci sta lanciando un avvertimento importante:

There’s a reason it’s important to advocate this for certain useful aspects of a spec that might not have full implementation. Without interest and support from the community, such features could easily get dropped from future specifications.

It’s difficult enough getting features we want into the specs in the first place, so let’s not let the good stuff we do have, such as the run-in value for display, disappear before we have a chance to see it properly implemented and available for consistent use.

C'è una ragione che è importante sostenere per certi utili aspetti di una specifica che potrebbe non avere una completa implementazione. Senza l'interesse e il supporto della comunità, alcune caratteristiche potrebbero facilmente essere tolte dalle future specifiche.

E' abbastanza difficile ottenere caratteristiche che vogliamo nelle specifiche al primo posto, quindi non permettiamo che le buone cose che abbiamo, come il valore run-in, spariscano prima che ci sia la possibilità di vederle implementate e disponibili per un uso consistente.

Interesse, supporto, comunità. Sono le parole chiave di un messaggio che personalmente sostengo e apprezzo completamente. E voi?

Discuti. Pubblicato sabato 23 dicembre 2006 e archiviato in , .

Uno sguardo a XHTML 2.0

Qualche giorno fa sono capitato nell’area programmatori di IBM.com, e in particolar modo in un articolo su XHTML 2.0. Edd Dumbill, autore dell’articolo sopra citato, ci riassume le maggiori novità e caratteristiche introdotte (e che voi potete scoprire per intero direttamente nella sezione del W3C), enfatizzando inoltre il grande lavoro che il consorzio sta facendo per vie parallele, ad esempio col gruppo di lavoro Web API.

Senza dubbio, la scelta di utilizzare XFORMS come linguaggio di marcamento XML-based ha suscitato notevole interesse: i form HTML introdotti nel 1993 sono ormai vecchi, se paragonati alle innovazioni introdotte in altri ambiti, tanto che spesso è necessario appoggiarsi a linguaggi come Javascript per effettuare un controllo dei dati inseriti, o altre delicate operazioni di questo tipo. XFORMS è, quindi, un’ottima alternativa, soprattutto se si considera la comodità con la quale sarà possibile costruire moduli di inserimento dati anche complessi (per fare un esempio, potremo collocare più input di invio nello stesso spazio, differenziandone le azioni con un corretto utilizzo degli attributi che ci vengono messi a disposizione per ogni tag XHTML). Senza perdermi in ulteriori elogi, vi rimando direttamente all’articolo di Andrea Chiarelli su Xml.HTML.it.

Passi avanti sono stati compiuti anche nel settore semantico, favorendo l’utilizzo di tag ed attributi adatti ai più svariati scopi (è il caso di role per definire il ruolo di un elemento nella pagina, o di <nl> per specificare una lista di navigazione).

Sono convinto che nel 2007 (anno del rilascio di XHTML 2.0) avremo la possibilità di usufuire di un linguaggio assolutamente più esteso rispetto alle sue precedenti versioni: un linguaggio di marcamento che non punta più solo alla creazione di una pagina web, ma pian piano si avvicina a quello che è (in maniera più “flessibile”) lo scopo di XML e di tutti i suoi derivati, nati con il fine di definire dati che siano accessibili ed interpretabili da ogni tipo di applicazione.

Discuti [2]. Pubblicato giovedì 04 maggio 2006 e archiviato in , .


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